lunedì 15 gennaio 2018

Algida sanzionata da AGCM: abuso di posizione dominante!

Fonte: AGCM 6 dicembre 2017
L’Autorità antitrust ha sanzionato con un’ammenda pecuniaria di oltre 60 milioni di euro Unilever Italia Mkt. Operations S.r.l. per aver violato l’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ponendo in essere un abuso di natura escludente idoneo a ostacolare la crescita dei concorrenti nel mercato del gelato preconfezionato monodose da impulso, nel quale la società italiana della multinazionale anglo-olandese detiene una posizione dominante, principalmente attraverso la vendita dei gelati a marchio “Algida”.

domenica 14 gennaio 2018

Hanno aumentato i costi del conto corrente di 25 euro? non è sempre legittimo (come difendersi)

Il Collegio di Torino dell'ABF, con la recente decisione n. 4845 del 5 maggio 2017, ha dichiarato illegittima la condotta della banca che aumenta i costi del conto corrente in assenza di un giustificato motivo.

Nel caso di specie, un correntista si è rivolto all'ABF per chiedere la restituzione delle spese addebitate dalla banca a titolo di "spese per elaborazione competenze del periodo di liquidazione" un aumento di euro 25,00, giustificate quale partecipazione una tantum del correntista alla creazione del Fondo Nazionale di Risoluzione creato per le crisi bancarie.

La banca, quindi, aveva giustificato l'addebito ai clienti con il recepimento in Italia della Direttiva 2014/59/UE che ha istituito del citato Fondo, al quale ogni intermediario bancario deve partecipare.

La scelta è stata, nella specifica vicenda affrontata dall'Arbitro, così giustificata "Il Banco in questo frangente ha ritenuto opportuno evitare di aumentare strutturalmente il costo puntuale di singoli prodotti o voci di spesa (peraltro i nostri conti correnti, come da tabelle di confronto degli Indici Sintetici di Costo, continuano a rimanere tra i più competitivi del mercato), ma ha preferito agire con la massima trasparenza introducendo una spesa, della quale viene chiaramente indicata la finalità, limitata alla sola liquidazione del 31/12/2016. La nota in calce alla "proposta" precisa, infatti, che a partire dal 1/1/2017 le spese in esame torneranno ad assumere il valore precedentemente attribuito".

L'Arbitro ha ritenuto tale aumento una tantum non legittimo, ovvero non conforme all'esercizio da parte della banca dello ius variandi che le spetta ex art. 118 TUB, ovvero la possibilità di poter modificare unilateralmente le condizioni del rapporto bancario con aumento - anche momentaneo - delle spese di tenuta del conto corrente.

In particolare, l'ABF ha ritenuto che la banca non abbia rispettato il principio del giustificato motivo, presupposto necessario per legittimare la modifica delle condizioni contrattuali, né abbia chiarito tali ragioni al cliente.

E quindi, il cliente ha ottenuto la restituzione dei 25 euro addebitati dalla banca.

Cosa vi consigliamo? diffidate la banca a restituirivi gli euro addebitati dalla banca e, in caso di risposta negativa, rivolgetevi all'Arbitro Bancario Finanzario.

venerdì 12 gennaio 2018

No alla modifica contrattuale di Telecom con maggiorazione dell'8.6% - segnalate la vicenda all'antitrust

La recente novità legislativa che, di fatto, ha annullato il tentativo di addebitare ai consumatori le fatture seguendo la regola delle 4 settimane ha prodotto i propri effetti, tant'è che le maggiori società del settore telecomunicazioni e servizi social stanno venendo allo scoperto, e mostrando la loro volontà di scaricare sui clienti i maggiori costi annuali per la fornitura del servizio.

Avevamo segnalato la condotta poco trasparente seguita dalle varie compagnie telefoniche (vedi qui), ed abbiamo applaudito la decisione - spinta dall'azione di denuncia delle maggiori associazioni dei consumatori, di cancellare tale regola contrattuale (vedi).

A fronte della corretta scelta assunta dal Legislatore, le compagnie telefoniche stanno inviando delle lettere ai clienti ove, dopo aver ricordato loro della decisione di riportare la fatturazione al mese ordinario, informano i consumatori che l'addebito periodico rimarrà invariato, con aumento del costo annuale del canone pari all'8,6%.

No all'aumento del contratto - segnalate la modifica all'antitrust
Siamo contrari alla modifica contrattuale di Telecom e delle altre società e vi consigliamo di segnalare la vicenda ad AGCM e ad AGCOM anche via e-mail, chiedendo di verificare eventuali violazioni di legge.

Qui la lettera di TIM inviata ai clienti.

martedì 9 gennaio 2018

Toyota: entro 2025 versioni elettrificate per tutta la gamma

Fonte: ecomotori.net
Toyota Motor Corporation ha annunciato oggi la nuova strategia per la diffusione di veicoli elettrificati per il periodo 2020-2030. La strategia è incentrata sullo sviluppo e il lancio di nuove ibride (HEV), ibride Plug-in (P-HEV), Elettriche a batterie (BEV) e vetture Fuel Cell (FCEV).

Toyota lavora da anni alla realizzazione di vetture sempre migliori che aiutino a migliorare la società in cui viviamo, fornendo un contributo concreto alla sostenibilità ambientale e alla creazione di una mobilità che risponda alle esigenze di ogni singolo individuo. Le sfide ambientali quali il riscaldamento globale, la disponibilità limitata di risorse naturali e la necessità di trovare fonti energetiche diversificate, rappresentano per Toyota una priorità assoluta. La tutela dell’ambiente resta quindi un punto fermo per le politiche aziendali, accompagnato dai concetti di sicurezza e piacere di guida.

lunedì 8 gennaio 2018

Conto corrente - la modifica unilaterale delle condizioni da parte della banca non è sempre legittima

Negli ultimi mesi sono numerose le comunicazioni con le quali la banca rende noto ai clienti la modifica unilaterale delle condizioni applicate al conto corrente.

E non è raro che tale modifica comporti un aumento delle spese di tenuta del conto corrente, con conseguente maggiori costi per il cliente.

Questo aumento/modifica è legittimo? la banca può imporre le condizioni (salvo consentirci di cambiare il conto)?

L'argomento, attuale, riguarda le recenti modifiche che molte banche hanno introdotto nei contratti, come ad esempio il Banco Popolare, e che sono state oggetto di numerose polemiche.

La Banca d'Italia, con una recente nota del 28 marzo 2017, ha fornito una serie di indicazioni agli intermediari, volte a chiarire quando le banche possono modificare unilateralmente le condizioni contrattuali con i clienti, esercitando lo jus variandi, previsto dall'art. 118 TUB.

La nota, che potete leggere di seguito, chiarisce che da una parte la banca può modificare unilateralmente le condizioni con la clientela, previa comunicazione, e dall'altra limita tale possibilità da parte dell'intermediario.

In particolare, il diritto di modifica unilaterale delle condizioni può avvenire se:
(a) è prevista dal contratto;
(b) sussiste un “giustificato motivo”.

La Banca d'Italia ha chiarito, sul punto, che il “giustificato motivo” deve essere reso noto al cliente, secondo i criteri di trasparenza e correttezza che deve accompagnare la condotta dell'intermediario bancario nei confronti della clientela.

Proprio per tale ragione, la nota inviata da Banca d'Italia lo scorso 28 marzo 2017 include un invito rivolto alle banche di valutare le modifiche contrattuali introdotte nel 2016, con le quali sono state previste variazioni temporanee delle tariffe (c.d. modifiche una tantum).

Banca d'Italia ricorda, a tal proposito, che tale modifica è legittima solo se:
- è preceduta da comunicazione al cliente (2 mesi prima);
- il cliente può recedere dal contrato senza dover versare alcuna penalità;
- è supportata da "giustificato motivo";
- la ragione della modifica è chiarita al cliente.

Se la banca non ha rispettato questi presupposti, potete rivolgervi all'arbitro bancario per chiedere che sia dichiarata l'illegittimità della modifica contrattuale, previo reclamo inviato alla banca.

Qui di seguito, la nota della Banca d'Italia.

domenica 7 gennaio 2018

Cinque anni e si prescrive il debito fiscale - attenti alle intimazioni di pagamento

La Cassazione torna a trattare l'argomento prescrizione delle cartelle di pagamento, ribadendo il principio dei cinque anni per l'estinzione della pretesa dell'amministrazione statale, o dell'ente locale.

Ne consegue che se l’intimazione ad adempiere inviata dall'Agenzia per la riscossione viene notificata oltre il termine di cinque anni, la pretesa dell’ente impositore è da considerarsi estinta.

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 29 novembre 2017 n. 28576, ha ribadito che non deve essere applicato il termine prescrittivo ordinario, ex art. 2946 c.c., ma quello previsto per il tributo che è usualmente di cinque anni.

La Cassazione, richiamando la recente giurisprudenza di legittimità (vedi), ha chiarito: “Il diritto di riscossione di un’imposta, azionato mediante emissione di cartella di pagamento e fondato su un accertamento divenuto definitivo a seguito di sentenza passata in giudicato, non è assoggettato ai termini di decadenza di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 602/1973, bensì al termine decennale previsto dall’art. 2953 c.c. Se ciò è vero, la stessa differenziazione va fatta per il termine di prescrizione maturato dopo la notifica della cartella non opposta, atteso che la definitività data dall’omessa impugnazione non può determinare un mutamento del regime di prescrizione del credito iscritto a ruolo, non essendovi un accertamento giurisdizionale che conduce all’applicazione dell’actio iudicati di cui all’art. 2953 c.c. che decorre dal momento del passaggio in giudicato della sentenza”.

Qui la sentenza.

venerdì 5 gennaio 2018

Provincia di Bergamo: bene le nuove colonnine per l'alimentazione dei veicoli elettrici

Non possiamo che approvare l'iniziativa della Provincia di Bergamo, annunciata alcune settimane addietro, che ha garantito l'aumento delle colonne per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica.

L'iniziativa - il cui fine è quello di incentivare la mobilità green - prevede l'installazione di almeno 37 colonnine di ricarica nella Provincia di Bergamo entro la fine del 2018.

Grazie alla volontà manifestata dalla Provincia di Bergamo, il cui intervento è volto a coinvolgere i soggetti privati, vi dovrebbe essere un incremento dei veicoli ecologici da parte dei bergamaschi, garantendo punti di ricarica pubblici in tutto il territorio provinciale e non solo a Bergamo, così ovviando alla grave carenza riscontrata nel territorio gli anni scorsi.

martedì 2 gennaio 2018

Eni e Snam: in arrivo 14 nuovi distributori di metano

Fonte: ecomotori.net


Eni e Snam, dando seguito all’accordo quadro firmato a maggio 2017, hanno siglato il primo contratto applicativo sullo sviluppo di stazioni di rifornimento a metano in Italia, nel più ampio scenario delle iniziative per la promozione della mobilità sostenibile.

Il contratto applicativo, di durata ventennale, mira alla progettazione, realizzazione e manutenzione da parte di Snam di un primo lotto di 14 nuovi impianti di gas naturale compresso (compressed natural gas - CNG) all’interno della rete nazionale di distributori Eni, favorendo l'offerta di carburanti alternativi a basse emissioni come il gas naturale. Quest’ultimo azzera il particolato, principale responsabile dell’inquinamento delle aree urbane, assicurando anche sensibili vantaggi economici per i consumatori. A fronte delle attività svolte, Snam riceverà da Eni un corrispettivo stimato in un range tra i 20 e i 40 milioni di euro.

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