domenica 24 settembre 2017

Il condomino può installare il condizionatore nella parte comune? Cassazione in favore del condominio

Il singolo condomino può installare un condizionatore in una parte comune del condominio?

La Suprema Corte di Cassazione ha negato tale possibilità, richiamando una serie di principi che devono essere applicate nei rapporti tra condominio e singoli proprietari, i quali devono rispettare i limiti di utilizzo della cosa comune.

Il Giudice di legittimità ha affrontato la questione, richiamando il generale principio secondo il quale il singolo condomino può utilizzare la cosa comune, per un uso privato nel rispetto del classico limite previsto in questa materia: 
(1) non deve alterare la destinazione della cosa comune;
(2) consentire l'uso del bene comune anche agli altri condomini.

La Cassazione ha richiamato, a tal proposito, l’art. 1102 c.c., norma che disciplina l'uso della cosa in comune, introducendo i limiti sopra richiamati.

Nell'ipotesi oggetto del contenzioso, il condomino aveva installato un condizionatore per l'area condizionata in una parte comune del condominio, con occupazione rilevante dello spazio condominiale, impedendo l'installazione di medesimi impianti da parte degli altri comproprietari con violazione delle norme in materia di uso comune.

Per tale ragione, la Cassazione, dando applicazione alle norme in materia di cosa comune, ha confermato la legittimità della decisione adottata dal giudice di merito di rimozione del condizionatore.

Qui l'ordinanza n. 17400/2017.

sabato 23 settembre 2017

Conto corrente di base: ecco le novità per i consumatori

Le recenti novità introdotte con il Decreto Legislativo 15 marzo 2017, n. 37, norma attuativa della Direttiva 2014/92/UE, hanno proposto nuove regole per il c.d. conto corrente di base, tipologia di rapporto bancario che gli Istituti di credito devono adottare a far data dal  14 aprile 2017, data di entrata in vigore del decreto.

Il tema conto corrente di base non è completamente nuovo, come già trattato (vedi), ma le novità introdotte di recente non riguardano alcune categorie, ma la grande platea dei consumatori.



Di seguito, alcune regole particolari introdotte con il D. Lgs. n. 37/2017.

domenica 17 settembre 2017

Veicolo usato incidentato: il venditore deve comunicarlo all'acquirente

Questa domenica vi segnaliamo la recente sentenza con la quale la Cassazione ha confermato la decisione assunta dal Tribunale di Nola, il quale ha condannato il venditore privato di un veicolo usato per aver omesso al compratore rilevanti informazioni rispetto all'auto oggetto di compravendita.

La premessa dell'intervento della Cassazione è che la vendita dell'auto usata era tra due privati, e quindi non trovano applicazione le norme del Codice del Consumo.

Nel caso affrontato dalla Corte di Cassazione, in una vendita tra privati avente da oggetto un auto usata, il venditore aveva fatto credere al compratore che l'auto era “praticamente nuova”, mentre in realtà è “incidentata”.

Il Tribunale di Nola, con decisione confermata dalla Cassazione, ha considerato scorretta la condotta del venditore, per non aver reso noto al compratore il danno occorso all'automobile, nonostante le riparazioni siano state eseguite a regola d’arte dal venditore.

Sussiste, in queste circostanze, la responsabilità del venditore per omessa informazione: il venditore era tenuto, infatti, a comunicare l'incidente occorso al veicolo, consentendo all'acquirente di poter esprimere un consenso completo, consapevole e comprensivo della circostanza che l'automobile, al momento della vendita, non era praticamente nuova, ma in precedenza incidentata.

In questi casi, la condotta scorretta del venditore configura una sua responsabilità ex artt. 1366 e 1175 c.c., per aver omesso al compratore (sua controparte) importanti informazioni al momento della vendita del bene usato.

Qui la sentenza.

sabato 16 settembre 2017

Coop richiama un lotto di Queen Victoria Curry

Alcuni lettori ci hanno segnalato il recente richiamo operato da Coop del lotto n. L06193R (scadenza del 31/07/2020) di Queen Victoria Curry, prodotto venduto nelle ultime settimane in alcune sedi della catena della grande distribuzione.

La misura precauzionale è stata adottata per irregolarità dell'etichetta, al cui interno non viene indicata, tra gli alimenti, la senape.

Per maggiori informazioni, e contatti, potete leggere il comunicato di Coop riportato qui di seguito.

lunedì 11 settembre 2017

ATAC multata per pratica commerciale scorretta

Fonte: comunicato stampa 10/8/2017
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l’istruttoria avviata d’ufficio nei confronti di ATAC S.p.A. lo scorso mese di novembre, accertando una pratica commerciale scorretta nell’offerta del servizio pubblico di trasporto ferroviario nell’area metropolitana di Roma consistente nella falsa prospettazione, attraverso l’Orario Ufficiale diffuso presso le stazioni e nel sito Internet www.atac.roma.it, di un’offerta di servizi di trasporto frequente e cospicua, a fronte della sistematica e persistente soppressione di molte  corse programmate, nonché nella omessa informazione preventiva ai consumatori in merito alle soppressioni previste.

domenica 10 settembre 2017

Equitalia: annullato il debito fiscale in assenza di risposta al contribuente

Il debito fiscale preteso dall'Amministrazione finanziaria attraverso l'Agente per la riscossione può (deve) essere annullato nel caso in cui l'Ufficio, al quale il contribuente  contestato la pretesa in via stragiudiziale, non risponda entro 220 giorni.

Abbiamo già affrontato la questione, allorché la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, richiamando le norme introdotte dalla Legge di Bilancio, aveva annullato delle cartelle di pagamento per omessa risposta da parte dell'Amministrazione finanziaria (o di Equitalia) alla richiesta di annullamento proveniente dal contribuente (vedi).

Orbene, il principio è stato ribadito dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, a cui si era rivolta sia l'Agenzia delle Entrate che Equitalia, convinti della infondatezza del ragionamento seguito dalla CTP.

Ed invece, il giudice di secondo grado ha riaffermato il principio, considerando illegittime le pretese di Equitalia a fronte di una richiesta di annullamento proveniente dal contribuente e priva di risposta entro 220 giorni.

Qui la sentenza.

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