venerdì 17 novembre 2017

Euras assicurazioni: sito web non autorizzato a vendere assicurazioni

Continua l'attività di segnalazione dell'IVASS, Autorità garante nel settore delle assicurazioni private, e finalizzata a bloccare i siti web di società che propongono polizze on line.

Dobbiamo segnalare che il trend è in forte evoluzione negli ultimi anni, ove aumentano le proposte di polizze (specialmente rc auto) a prezzi "eccessivamente" contenuti.

Nel caso di specie, l'Autorità garante ha segnalato la società Euras Assicurazioni (che offre il proprio servizio attraverso il sito web www.euras-assicurazioni.com) in quanto il portale web non fa riferimento ad alcuna società autorizzata a vendere prodotti assicurativi in Italia.

Vi invitiamo, quindi, a diffidare da ogni proposta di vendita proveniente da questo sito web, ovvero da indirizzi di posta elettronica che si riferiscono alla società Euras Assicurazioni.

Qui il comunicato stampa di IVASS.

lunedì 13 novembre 2017

Fattura ogni 28 giorni: che bell'affare per le compagnie telefoniche

Ecco un esempio di truffa legalizzata, ove le regole del mercato arrivano a favorire in modo smaccato una parte (gli operatori telefonici) con grave danno dell'altra (i consumatori) senza che le norme (e chi le governa/controlla) possano limitare lo strapotere dei più forti.

Stiamo parlando della nuova e famigerata condotta commerciale, avviata dagli operatori di telefonia ed internet (ma anche dalla più grande piattaforma televisiva a pagamento: Sky), i quali hanno imposto ai loro clienti di pagare le bollette ogni  28 giorni, invece di quella tradizionale scadenza mensile.

La condotta, secondo stime attendibili, dovrebbe garantire alle quattro società telefoniche più importanti (Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb) un maggiore introito annuo di un miliardo e 190 milioni di euro.

Le stesse società sono oggetto di un procedimento, avviato Garante per le Comunicazioni (l'AgCom), volto a verificare la correttezza della condotta commerciale tenuta dalle appena menzionate società, le quali hanno abbandonato la fatturazione mensile, calcolando le quattro settimane (28 giorni).

Il procedimento potrebbe (dovrebbe) concludersi con una sanzione massima di un milione 160 mila euro per ciascuno degli operatori commerciali: la somma è evidentemente irrisoria rispetto al vantaggio che le società stanno (e continueranno) ad incassare nel 2017/2018.

Come possono i maggiori operatori telefonici avere un incremento del loro fatturato?

domenica 12 novembre 2017

Nel TAEG deve essere inclusa anche la polizza assicurativa facoltativa

Questa domenica torniamo a  trattare un argomento caro a questo blog, ossia il rapporto tra banca e consumatore, in particolare laddove quest'ultimo si rechi alla sua filiale per chiedere un finanziamento.

Non di rado, il costo del finanziamento comprende molte voci (spese di istruttoria, analisi, assicurazione etc...) che vengono tutte sintetizzate nel tasso annuo effettivo globale: TAEG.

Il quesito che molto spesso ci viene posto dai consumatori è: "sono dovute tutte queste spese? - non è troppo caro il finanziamento? il TAEG è giusto?".

In effetti, l'ultimo quesito è corretto e, sia chiaro, di non facile risposta, in quanto ci costringe a chiederci quali costi del finanziamento devono essere incluse nel TAEG?

La questione è stata affrontata in più circostanze, sia a livello di dottrina che dai giudici, i quali hanno in più circostanze ristretto/allargato il numero delle voci dei costi che devono essere considerati nel TAEG.

Vi ricordiamo che se il TAEG (che altro non è che un tasso) non include alcuna delle voci, il vostro costo del finanziamento non è determinato in modo corretto dalla banca e, come conseguenza, potete chiedere una riduzione sostanziale degli interessi da pagare con la vostra rata periodica.

Ad esempio, è dibattuto se nel calcolo del tasso annuo effettivo globale debba essere inclusa anche la polizza assicurativa facoltativa proposta dalla banca al consumatore e collegata al finanziamento (credito al consumo) concesso.

E' intervenuto, sul punto, l'Arbitro Bancario Finanziario che ha delineato i presupposti per l'inclusione della polizza assicurativa tra i costi che devono essere oggetto di calcolo per il TAEG, richiamando l'art. 121 TUB, norma che prevede tra l'altro che "nel costo totale del credito sono inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito, compresi i premi  assicurativi, se la conclusione del contratto avente ad oggetto tali servizi è un requisito per ottenere il credito, od ottenerlo alle condizioni offerte".

L'Arbitro ha chiarito che, a prescindere dalla qualificazione del contratto di assicurazione come facoltativo, la polizza deve essere inclusa nel contratto di finanziamento se rispetta i presupposti di cui all'art. 121 TUB, cosicché possa essere considerata connessa al  finanziamento concesso a un consumatore.

La polizza è collegata se incide in modo diretto nel rischio solvibilità, consentendo al consumatore di conservare la propria situazione patrimoniale e finanziaria al verificarsi dell'evento previsto e, inoltre, se i due contratti presentano una chiara connessione genetica e funzionale, tale da considerare che l'una (la polizza) trova giustificazione nel contrato principale (finanziamento).

In termini più semplici, se la copertura assicurativa interviene solo per insolvenza nel pagamento delle rate da parte del consumatore in favore della banca, è evidente che tale costo è connesso al contratto di finanziamento e deve essere incluso nella determinazione del TAEG del contratto principale.

Di seguito la decisione 10621/2017 dell'Arbitro Bancario Finanziario.

venerdì 10 novembre 2017

Trento: riaperto lo sportello informativo dei commercialisti

Fonte: Comune di Trento
Riaperto martedì 3 ottobre lo sportello informativo gratuito offerto dall'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili per le circoscrizioni dei tribunali di Trento e Rovereto.

Ogni quindici giorni, il martedì dalle 9 alle 11, in un ufficio messo a disposizione dal Comune (la sala video a palazzo Geremia) sarà a disposizione degli interessati un commercialista, con la possibilità di chiedere informazioni e chiarimenti in materia fiscale, tributaria, finanziaria, economica e commerciale. Una particolare attenzione verrà riservata ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro, per offrire una consulenza qualificata sui temi del lavoro e dell'impresa. E' esclusa la possibilità di predisporre atti, contratti e adempimenti.

E' necessario prenotare l'appuntamento presso l'Ufficio relazioni con il pubblico (0461/884453, numero verde 800/017615, orario di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16.30).

lunedì 6 novembre 2017

Shopping on line - no allo spam!

Fonte: Newsletter 12/10/2017
Gli utenti devono poter navigare liberamente su siti di e-commerce senza essere obbligati a rilasciare il consenso per usare i loro dati personali per finalità di marketing.

Questa la decisione del Garante della privacy [doc. web n. 6955363] presa in seguito alla segnalazione di alcuni utenti che si lamentavano per la ricezione di pubblicità indesiderata da parte di una società di shopping on line e per il mancato rispetto del diritto di opposizione al trattamento dei loro dati. Dai riscontri raccolti dall'Autorità, anche grazie all'attività ispettiva effettuata in collaborazione con il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di finanza, è emerso che gli utenti che desideravano accedere alle sezioni del sito web gestito dalla società di e-commerce, ed eventualmente acquistare i prodotti in vetrina, erano prima obbligati a registrarsi e ad accettare (barrando un'apposita casella) i termini e le condizioni e la privacy policy del sito. Con l'adesione alla policy, con un unico click, l'utente acconsentiva che i propri dati venissero utilizzati non solo per le finalità connesse ai servizi offerti on line, ma anche per finalità di promozione commerciale, sia della società stessa sia dei suoi partner commerciali.

domenica 5 novembre 2017

Usura sopravvenuta - questione risolta dalla Cassazione

La Cassazione ha messo fine alla diatriba inerente l'usura sopravvenuta successivamente alla conclusione del contratto di mutuo concluso tra banche e consumatori. 

La questione ha riguardato tutti i mutui contratti prima dell'entrata in vigore della legge n. 108/1996, novella con la quale sono state introdotte le norme che regolano l'usura nei rapporti bancari con introduzione del "tasso soglia".

E quindi, se il tasso d'interesse del contratto di mutuo supera la soglia usura solo successivamente alla conclusione del contratto, si può parlare di usura sopravvenuta?

La Cassazione risponde no!

Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo il contrasto giurisprudenziale, hanno affermato il principio secondo il quale nel caso in cui il tasso convenuto tra le parti superi, negli anni, il limite/soglia dell’usura prevista ex n. 108 del 1996, non si può parlare di usura sopravvenuta.

Ne consegue che in tale evenienza, non si configura la nullità/inefficacia della clausola ove viene determinato il tasso degli interessi del mutuo, anche se vi è stato il superamento della soglia usura.

La Cassazione, in modo inequivocabile, ha spiegato che il giudice, chiamato a valutare la validità delle clausole del contratto di mutuo (o altro rapporto bancario) è comunque vincolato all'interpretazione autentica degli artt. 644 c.p. e 1815, secondo comma, cod. civ., come modificati dalla legge n. 108 del 1996 (rispettivamente all'art. 1 e all'art. 4),  e l'art. 1, comma 1, d.l. n. 394 del 2000, cit., tutte norme che gli impongono di valutare la sola violazione del limite usura al momento della conclusione del contratto.

I Giudici di legittimità, peraltro, hanno negato la pretesa del mutuatario di vedere ridotti gli interessi dovuti alla banca, attraverso l'applicazione del tasso legale (o tasso entro soglia) e richiesta in molti casi, partendo dal presupposto della buona fede contrattuale.

Non può affermarsi, sostiene la Corte di Cassazione, che in questi casi vi sia una carenza di buona fede della banca che abbia fissato, in accordo con il mutuatario, un tasso d'interessi che, al momento della firma, era valido ed entro soglia, per il solo fatto che in seguito il medesimo tasso abbia superato il limite ex legge n. 108/1996.

Qui la sentenza.

sabato 4 novembre 2017

Bankitalia riconosce il saccheggio legalizzato del risparmio gestito

Fonte: Il Fatto Quotidiano 2 ottobre 2017
Una recente pubblicazione della Banca d’Italia, “Il costo totale dell’investimento in fondi comuni” (Questioni di Economia e Finanza n. 391), mira appunto a valutare quanto viene addebitato ai clienti dei fondi di diritto italiano. A tal fine gli autori vanno oltre al cosiddetto Ter (Total Expense Ratio), un indicatore furbesco molto diffuso, ideale per sottostimarli. E calcolano il Tsc (Total Shareholder Cost) che tiene conto anche di quanto viene sottratto con le commissioni di ingresso e di uscita.

venerdì 3 novembre 2017

Consumatori obbligati a pagare inutili sovrapprezzi - condannate società energia

Fonte: AGCM
L’Autorità ha chiuso cinque procedimenti istruttori avviati nei confronti di altrettante compagnie attive nella fornitura dei servizi energetici,  A2A, Green Network, E.ON, Edison e Sorgenia, irrogando sanzioni, per un totale complessivo di oltre 900.000 euro, per la violazione dell’art. 62 del Codice del Consumo.


L’Autorità ha accertato che, a partire dal 13 giugno del 2014, data di entrata in vigore della nuova disciplina, le predette società hanno chiesto ai consumatori il pagamento di una commissione di importo variabile, da 1 a 4 euro, in relazione a specifiche modalità di pagamento delle fatture (ad esempio, mediante bollettino postale o con carta di credito).

L’Autorità ha ritenuto che la previsione di questa commissione, in tutti i casi esaminati, fosse in contrasto con l’art. 62 del Codice del Consumo che prevede un divieto generale di imporre ai consumatori spese aggiuntive per l’utilizzo di determinati strumenti di pagamento, senza che risulti possibile, in assenza di esplicite previsioni normative, ribaltare sui consumatori alcun onere e/o costo ad essi ricollegato o ricollegabile.

lunedì 30 ottobre 2017

Provincia di Trento - arrivano gli incentivi per la mobilità elettrica

Fonte: comunicato stampa Provincia di Trento
Al via dal 1° novembre 2017 gli incentivi per autoveicoli elettrici o ibridi plug-in. Si tratta di uno dei primi tasselli di attuazione del "Piano per la mobilità elettrica" approvato il mese scorso. Sono 300.000 euro le risorse stanziate sul 2017 per questa prima fase. L’incentivo varia da 4.000 a 6.000 euro, a seconda che si tratti rispettivamente di autoveicoli ibridi plug-in o elettrici. I cittadini e gli enti privati, tra i quali le ONLUS, che non svolgano attività d’impresa e residenti in Trentino, possono rivolgersi direttamente ai concessionari di autoveicoli che abbiano sottoscritto la convenzione con la Provincia autonoma di Trento. Allo stato attuale in provincia di Trento sono oltre 1000 i veicoli elettrici e ibridi (la quasi totalità degli autoveicoli è ibrida).

L'obiettivo è quello di raggiungere oltre 10.000 veicoli fra elettrici e ibridi plug-in nel 2025. "Si tratta di un primo tassello concreto - sottolinea l'assessore alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi - di attuazione del Piano per la mobilità elettrica attraverso il quale vogliamo promuovere il cambiamento delle modalità abituali di spostamento dei cittadini attraverso incentivi e l’applicazione di soluzioni sostenibili, nel rispetto dell’ambiente, della salute, del clima e della sicurezza, volte a migliorare la qualità di vita presente e futura".

Si ricorda che la legge provinciale 6/2017 con il Piano provinciale della mobilità si pone l’obiettivo di concorrere al raggiungimento, da parte della mobilità sostenibile, di una quota del 60% degli spostamenti entro il 2030 e, comunque, di privilegiare la mobilità individuale a basso impatto ambientale.

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